SAMIR GEAGEA
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25 ottobre 1952: nasce ad Ain al-Remaine, quartiere di Beirut, da una famiglia maronita originaria di Bsharry (il “paese dei cedri” al Nord, patria anche del poeta Gibran Kahlil Gibran). La famiglia e’ di modeste condizioni, ma cio’ non impedira’ a Samir di intraprendere una carriera di studio. Il padre, Farid, lavora nell’esercito. Nel quartiere di Ain El-Remaine Samir Geagea compie anche gli studi primari e il Liceo.
- 1970: entra come studente di Medicina alla prestigiosa Universita’ Americana di Beirut (AUB) (in parte dovuta anche all’Associazione studentesca “Gibran Kahlil Gibran”, sostenuta dalla municipalita’ di Bsharry, villaggio d’origine anche dei Geagea). Nel frattempo si era avvicinato alla sezione giovanile del Kataeb (il partito falangista di difesa nazionale fondato da Pierre sr. Gemayel), che continua a frequentare regolarmente.
- 1975: allo scoppio della guerra, Samir Geagea, toccato dalla situazione nazionale e preoccupato per le minacciate condizioni della parte cristiana,
comincia a dedicarsi all’azione di difesa delle comunita’ cristiane, rallentando il ritmo degli studi.
- 1976: Lo scoppio di scontri fra cristiani e Palestinesi alleati a frange musulmane locali nella regione settentrionale di Kura fa interrompere momentaneamente a Samir Geagea (che ha 24 anni) gli studi universitari per dedicarsi totalmente alla difesa della zona. In pochi mesi riorganizza la milizia del Nord (Bsharre, Kura, Zgharta). Alla fine dell’estate, dopo l’ingresso dell’armata siriana a Kura, ritorna a frequentare la Facolta’ di Medicina di Beirut.
- 1978: A soli pochi mesi dalla Laurea, Samir Geagea interrompe di nuovo gli studi. Su precisa richiesta di Bashir Gemayel, accetta di dare una mano nella formazione delle nuove “Forze Libanesi”, ma a patto che l’impegno fosse breve e gli consentisse di finire gli studi. In uno dei primi scontri a fuoco, invece, Samir Geagea resta ferito. Raccolto sul campo in stato di incoscienza e’ dapprima ricoverato in un ospedale libanese, quindi trasferito in Francia per essere curato. Gli studi restano interrotti (li riprendera’ e terminera’ solo piu’ avanti, presso l’Universita’ cristiana di St. Joseph).
1979-1983: Al suo ritorno in patria, Samir Geagea e’ nominato Responsabile delle Forze Libanesi e del Kataeb sul fronte settentrionale. Si porta al convento sulle montagne sopra Jbeil dove riorganizza radicalmente il settore giovanile, apre dei centri di addestramento e formazione, e da’ inizio allo sviluppo di fortificazioni da opporre alle postazioni siriane. Stabilisce il Quartier Generale a Qattara, un vilaggio molto isolato in alta montagna e tagliato fuori dai centri abitati. Rimane in carica per questi settori fino all’inizio del 1983.
-Gennaio 1983: Il Consiglio del Comando delle Forze Libanesi incarica Samir Geagea (che mantiene le sue responsabilita’ sul fronte settentrionale) a concorrere con le sue forze alla difesa del settore del Monte Libano Chouf-Aley, zona dalla quale le Forze Libanesi furono poi costrette a ritirarsi nel settembre 1983.
- Fine 1983: Dopo la “Guerra della montagna”, Samir Geagea ritorna al suo Quartier Generale di Qattara, dove sviluppa il suo progetto di formazione politica e culturale, addestramento, gestione e organizzazione da leader regionale delle Forze Libanesi. E’ in questo periodo che la sua opposizione alla situazione critiano-libanese comincia ad essere conosciuta, soprattutto per quanto concerne le critiche all’establishment tradizionale cristiano con il suo dedicarsi a personale profitto nelle spese pubbliche. Questo richiamo ad un cambiamento sociale conduce il Kataeb ad espellerlo dal partito. La sollevazione che ne segue nelle Forze Libanesi porta Samir Geagea, Karim Pakradouni ed Elie Hobeiqa (allora capo della Sicurezza delle Forze Libanesi) a forzare le dimissioni dell’allora comandante delle Forze Libanesi, Fouad Abu Nadir. Elie Hobeiqa e’ nominato capo di questo Comitato Esecutivo e Samir Geagea capo dello staff.
-15 Gennaio 1986: Samir Geagea coduce un movimento che rimuove Elie Hobeiqa, per vari motivi, ma soprattutto per aver sottoscritto il cosiddetto “Accordo Tripartito” con la Siria. Tutti i settori cristiani si erano, infatti, opposti all’accordo.
- 1986: Dopo l’operazione del 15 gennaio, Samir Geagea diviene comandante delle Forze Libanesi. Ricorso a tutti i membri del Kataeb, e’ effettivamente eletto membro permanente del bureau politico del partito.
Entro i mesi successivi, riorganizza le Forze Libanesi, rivede e standardizza le norme di reclutamento, i sistemi delle selezioni, l’addestramento, le attivita’ di promozione e fonda la prima vera Accademia militare delle Forze Libanesi a Ghusta. Allo stesso tempo, le Forze Libanesi diventano per la prima volta un movimento politico, con chiari obiettivi socio-economici ben definiti e programmi di amicizia e cooperazione con molti paesi stranieri. Le Forze Libanesi diventano anche il piu’ ambizioso e sistematico Programma di welfare sociale, sempre intrapreso in Libano e volto ad aiutare le categorie piu’ deboli e svantaggiate. Tuttavia questi Programmi saranno poi sospesi, in ottemepranza a precise direttive del Governo.
- 1989: Gli Accordi di Taeff. Le Forze Libanesi li hanno sempre sostenuti, e lavorato con ogni mezzo, sia con il Governo che con Stati amici stranieri, per la loro realizzazione, ritenendoli strumento valido per facilitare la ricostruzione del Libano (politica, economica e sociale), il ristabilimento dell’unita’ nazionale e la fondazione di una societa’ migliore nel paese. Samir Geagea sostiene le sue posizioni anche contro tutti, per riguadagnare al suo paese la autonomia e la sovranita’.
- Gennaio 1990: Il capo dell’Esercito Libanese, Gen. Michel Aoun, (un tempo alleato contro l’invasione siriana, e oggi promotore di un’ambigua posizione) vuole sciogliere le Forze Libanesi ed eliminarne il Partito dalla scena politica. Il conflitto porta (in risposta a ripetute, violente, provocazioni) allo scoppio di un vero conflitto armato. In un solo mese di combattimenti (30 gennaio – fine febbraio) resteranno sul campo centinaia di morti e migliaia di feriti. E’ una delle fasi piu’ sanguinose della guerra libanese, e appare guerra civile fra cristiani. La posizione difensiva voluta da Samir Geagea non portera’ al risultato sperato: il 13 ottobre 1990 avverra’ la fine della fase armata, con l’invasione armata siriana, che occupera’ il Libano per 15 anni.
-1991: Il gen. Michel Aoun viene avvisato di avere pochi giorni per fuggire alla cattura. Il gen. Aoun sceglie di andare in esilio in Francia per scampare il pericolo (vi restera’ fino al 2005, quando una nuova legge cancella i crimini di guerra e fa cadere tutte le accuse contro di lui).
- Aprile 1991: La Milizia delle Forze Libanesi e’ sciolta e le armi sono riconsegnate allo Stato. Anche la fase pubblica dell’azione di Samir Geagea appare interrotta. Cominciano a girare voci di coinvolgimento diretto di Samir Geagea in azioni criminali di guerra. Inizia una fase di propaganda contraria alle Forze Libanesi che coinvolge direttamente Samir Geagea che ne e’ il capo.
- 27 febbraio del 1994: una bomba esplode nella chiesa di Sayyidat al-Najjat, nel villaggio di Zouk Mikael, in pieno territorio maronita. Il bilancio e’ di 9 morti e dodici feriti.
-1994: Il dr. Samir Geagea e’ avvisato che da questo momento i siriani han scelto di eliminarlo dalla scena politica del paese e il Governo non puo’ piu’ proteggerlo in alcun modo. Gli viene proposto di lasciare il paese e vivere all’estero. Geagea sceglie di non fuggire al destino e di non abbandonare i suoi uomini e il suo paese in un momento difficile.
- 21 aprile 1994: Samir Geagea viene arrestato con l’accusa di essere l’autore dell’esplosione nella chiesa di Zouk Michael del 27 febbraio. L’accusa si rivela ben presto senza alcun fondamento, ma ormai che Geagea e’ arrestato, lo si processa per quattro presunti omicidi commessi durante la Guerra. Ne segue un processo che portera’ alla condanna capitale. Forse anche in considerazione che la legge aveva amnistiato tutti i delitti commessi durante la guerra (non piu’ perseguibili) la pena di morte non sarebbe stata accettabile, ne’ a livello nazionale ne’ internazionale. Si commuta, pertanto, la pena in quattro ergastoli (uno per ogni omicidio imputato). Con lui e’ condannato un ragazzo cristiano (membro di un Gruppo del “Rinnovamento dello Spirito”), Jirjis Khoury, arrestato con Geagea e costretto, con la tortura, a confessare la propria responsabilita’, e la responsabilita’ di Geagea e delle Forze Libanesi nell’attentato di Zouk Michael.
-1994-2005: Samir Geagea passa 11 anni in stato di carcerazione irregolare: chiuso in una piccola stanzetta senza finestre nelle cantine (a tre piani sottoterra) del Ministero della Difesa. Non sara’ mai trasferito in alcuna prigione regolare. In stato di isolamento assoluto, senza poter comunicare se non per ragioni pratiche, senza accesso a giornali o televisione o radio. Con permesso di leggere libri. Le visite (limitate ai soli familiari stretti) avvengono di rado e attraverso un vetro separartorio. Sono anni in cui Geagea si dedica alla meditazione, alla preghiera e allo studio dei testi mistici carmelitani, senza mai perdere contatto con la realta’ esterna, riflettendo sulle frammentarie notizie che gli giungono.
-Settembre 2004: Le peggiorate e precarie condizioni di salute di Samir Geagea (duramente provato da 10 anni di durissima detenzione) inducono le autorita’ che lo tengono in custodia a trasferirlo ad un piano superiore, in una stanza con una piccola finestrella.
- 23 novembre 2004: Amnesty International pubblica un dossier accusando la violazione dei Diritti Umani perpetrata nei confronti di Samir Geagea e Jirjis Khoury, detenuti in condizioni disumane e illegali (Amnesty Report231104, AI Index: MDE 18/003/2004). Inizia a discutersi il caso a livello internazionale. Vengono organizzate petizioni e veglie per chiedere la liberazione di Samir Geagea e Jirjis Khoury.
- 18 luglio 2005: il Parlamento libanese decreta la scarcerazione di Samir Geagea e Jirjis Khoury. Per motivi di sicurezza e organizzazione, pero’, Samir Geagea lascia il carcere solo il 26 luglio. Si dirige all’areoporto dove incontra brevemente i suoi e pronuncia un discorso improntato alla riflessione saggia e al perdono.
- dal novembre 2005: Dopo un periodo di ristabilimento clinico passato in Francia, Samir Geagea e' ritornato all'attivita' politica attiva guidando la compagine delle "Forze Libanesi".
Ha rinsaldato il legame con l'"Alleanza del 14 marzo" con la quale collabora per un Libano sovrano, indipendente dalla Siria e pacifico.
In Italia Samir Geagea non e’ conosciuto (quasi mai appare citato dai testi che si occupano di storia del Libano), o e’ conosciuto con grande superficialita’, o identificato come un terrorista capo di una falange terrorista. Un sito web, addirittura, lo dichiara “noto come il macellaio di Sabra e Chatila”, applicando a lui l’appellativo dato, in realta’, a uno dei carnefici dei massacri di Damour ordinati da Arafat (1976), Zuhayr Muhsin (detto “il macellaio di Damour”, assassinato a Cannes il 15 luglio 1979) ignorando non solo l’estraneita’ di Geagea al fatto, ma anche che a quel tempo Samir Geagea non era il capo delle Forze Libanesi (in quel momento appena decapitate e senza guida, a pochi giorni dall’assassinio del proprio unico ed indiscusso leader, Beshir Gemayel.)
Negli anni ’90 a Samir Geagea venivano (dai media italiani) attribuiti quasi tutti gli attentati che avvenivano nella Terra dei Cedri e recentemente (sulla scorta di questa abitudine) gli e’ stato persino attribuito l’omicidio del suo caro amico Pierre Gemayel. Sempre in Italia, le Forze Libanesi sono considerate formazione di estrema destra (assimilabili quasi alla nostrana “Forza Nuova”), solo per il fatto che la Falange da cui sono nate era stata fondata da Pierre sr. Gemayel nel 1936 prendendo a modello l’organizzazione pratica delle falangi fasciste europee.
Nella realta’ le cose non stanno in questo modo, come ben sa chiunque abbia studiato un po’ meno superficialmente la storia libanese.
In Libano, innanzitutto, non esiste “destra” e “sinistra” e lo stesso Partito Comunista (pur a suo tempo apprezzato da Mosca, che insigni’ dell’ambita Onoreficenza Lenin il capo comunista druso libanese Kamal Junblatt), non assomiglia in nulla al Comunismo di tipo sovietico europeo. Per quanto concerne le Forze Libanesi, poi, va detto che con Samir Geagea esse sono passate, per dirla all’europea, a ‘sinistra’, cercando nei modelli socialisti la corretta prassi dell’assistenza sociale pubblica.
Dal canto suo Samir Geagea ha sempre cercato di evitare lo scontro armato e la logica senza uscita della ritorsione e della vendetta. Negli anni della Guerra, a conflitto inevitabile in corso, Samir Gegaea ha sempre cercato di evitare morti evitabili mediante un’organizzazione sociale e militare il piu’ possibile efficiente e programmata, basata sulla gerarchia, l’obbedienza, l’ammodernamento e anche i valori cristiani.
Maturato moltissimo durante gli 11 anni d’assoluto isolamento passati in carcere, oggi, formatosi sui testi mistici carmelitani, cerca come esclusiva la via del dialogo, della collaborazione, del perdono e dell’accoglienza. Con questo spirito ha aderito con convinzione all’ “Alleanza del 14 marzo”. Sostenitore fin dal principio degli Accordi di Taeff (non ottimali, ma unica via praticabile per risolvere democraticamente la pluridecennale crisi libanese) a tutt’oggi ne auspica la realizzazione.